La Goliardia a Padova: storia, tradizioni, ordini e canti

Storia di Padova e tradizioni
Caratteri

La nascita della Goliardia a Padova risale al 1900, in occasione delle celebrazioni per rendere omaggio agli studenti morti per l'indipenzenza nel 1848.

 

La Goliardia è una confraternita di studenti universitari, parodia delle antiche istituzioni e degli ordini cavallereschi medievali, dal carattere ludico e licenzioso, nata in contrapposizione alla serietà e al rigore dello studio.

Le prime testimonianze di Goliardia sono databili al tredicesimo secolo, nei Carmina Burana, componimenti anonimi pubblicati in seguito da Schiller nel 1837, che si distinguono per il carattere licenzioso con cui celebrano i piaceri della vita e dell’amore. Gli scritti, composti da giovani intellettuali, hanno come destinatario privilegiato delle loro invettive la Chiesa, che li etichettò con l’appellativo di figli di Golia, il demonio, da cui deriva il nome Goliardi.

Vari Ordini goliardici sono presenti in quasi tutte le città italiane con sedi universitarie, come ad esempio Bologna, Padova, Ferrara, Firenze, Pavia, Siena e Parma, dove sopravvivono le comunità più vivaci. Ogni città è rappresentata da un Ordine Sovrano, a cui possono affiancarsi una serie di Ordini minori. Gli Ordini Sovrani sono quelli di più lunga tradizione, sono riconosciuti dagli altri Ordini Maggiori Sovrani ed hanno la sovranità su tutto il territorio dell'Università, dove sono chiamati ad organizzare le manifestazioni goliardiche. Ogni ordine è dotato di uno statuto, di uno stemma e di una serie di cariche elettive, tra cui quella di capo della Goliardia (a Padova detto Tribuno).

 

 

Storia della Goliardia a Padova

La nascita ufficiale della Goliardia a Padova risale all'8 febbraio 1900, in occasione delle Feriae matricularum organizzate per rendere omaggio agli studenti morti per l'indipendenza l'8 febbraio 1848.

Si tratta di uno degli episodi più noti del Risorgimento, in cui un gruppo di studenti del Bo si ribellarono alla dominazione austro-ungarica, scontrandosi con un gruppo di guardie di fronte al Caffè Pedrocchi. L'insurrezione provocò diversi morti (2 studenti e 5 guardie austriache) e provocò una dura repressione: 73 studenti furono espulsi dall'università e 4 professori destituiti.
A testimonianza di questo episodio, nella sala bianca del Caffè Pedrocchi è ancora possibile vedere il foro di un proiettile. Sulla torre del Bo è stata apposta una targa che recita:

"Qui alle irruenti orde straniere studenti e popolani per improvvisa concordia terribili il petto inerme opponendo auspicarono col sangue il riscatto d'Italia".

Qualche anno prima, in occasione della commemorazione galileiana del 1892, era stato realizzato a Padova un cappello su un modello di origine trecentesca, la Feluca, che fu adottato rapidamente come copricapo ufficiale dei goliardi italiani.

Nel tempo la vita sociale dei goliardi divenne sempre più animata, costellata di appuntamenti fissi quali la sfilata di costumi caricaturali e la redazione di giornali satirici.

Gli anni dell’immediato dopoguerra furono caratterizzati dalla necessità di svago e divertimento dopo anni bui e duri; in quest'epoca la goliardia ebbe modo di esprimere il lato più scherzoso e gioviale, tanto che anche la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno accademico risentì di questa bonaria aria canzonatoria.

Nel 1969, con la liberalizzazione dell'accesso alle università, il numero dei goliardi diminuì sensibilmente: oggi la tradizione sopravvive attraverso le attività del Tribunato degli studenti e degli ordini goliardici che vi si riconoscono.

Padova è una delle città universitarie in cui la goliardia è più presente: la Goliardia è guidata da un Tribuno, la cui carica in origine veniva assegnata in seguito ad una zuffa, al goliardo che si faceva trovare in piedi sulla cattedra di Anatomia del Bò, al momento dell'ingresso del professore il primo giorno dell'anno accademico; a partire dagli anni cinquanta il Tribuno viene eletto con una votazione. L'ultimo tribuno eletto a botte fu Renzo Testolin nel 1952.

Il Tribuno porta manto e berretto rosso, a prescindera dalla Facoltà di appartenenza, con un fregio dorato a sinusoide.
Ogni tribuno nomina due Vicetribuni, che fungono da giudici nelle controversie goliardiche, e ai quali spetta la nomina di 4 Duchi e il conferimento degli onori Goliardici. Allo scadere del mandato annuale Tribuni e Vicetribuni assumono il titolo di Principe della Goliardia.
I Duchi sono goliardi che si sono distinti in maniera particolare ed hanno funzione di rappresentanza. Fungono da mediatori nelle controversie che vengono discusse di fronte ai Vicetribuni nel Cortile del Bo.

L'irriverenza, la provocazione e l'arguzia, sono solo alcuni dei caratteri distintivi della comunicazione goliardica. Non bisogna  però dimenticare che questi giovani sono i guardiani dell'antica tradizione universitaria, che con il tempo si sta perdendo, e come tali sono impegnati e colti.

Sono rimaste celebri le canzoni goliardiche, i cui testi sono irriverenti, boccacceschi e sfrontati al limite della censura, che vengono cantate il giorno delle Feriae matricolarum e per celebrare le lauree: i neo laureati vengono spogliati e travestiti di fronte al Palazzo del Bò, dove subiscono scherzi di ogni tipo e dove sono tenuti a leggere pubblicamente il Papiro di Laurea, un testo che ne riassume la vita e le gesta, generalmente scritto in rime dialettali e corredato da una caricatura oscena del laureato.

Per tradizione, nel corso della cerimonia di apertura dell'anno accademico che si svolge nell'Aula Magna del Bo, il Tribuno della goliardia in carica omaggia il Magnifico Rettore di una gallina padovana.

 

Consegna di una gallina padovana al Rettore Giuseppe Zaccaria

Consegna di una gallina padovana al Rettore Giuseppe Zaccaria

 

Gli Ordini della Goliardia Padovana

La goliardia padovana coinvolge oggi circa 150 studenti, un numero davvero molto esiguo se paragonato con quelli del passato. L'Ordine Sovrano è reppresentato dal Tribunato degli Studenti, che ha un ufficio all'interno del Palazzo del Bo. In città risultano poi attivi sette Ordini:

  • Maximus Giardae Ordo Padua - L'Ordine della Giarda
  • Sacra Patavina Acadaemia del F.O.L.P.O.
  • Maximus Ordo Praedonum
  • Ordine della S.E.T.E. - Società Enologica di Trincatori Emeriti (sovrana su Verona)
  • Excelsus Patavinus Ordo Spicae - L'Ordine della Spiga (sovrano su Treviso)
  • Calzae Academia - L'Accademia della Calza
  • Sacer Ordo Vespertilionis Gens Patavina

 

Ordini goliardici padovani

Stemmi dei principali ordini goliardici padovani

 

Albo dei Tribuni della Goliardia di Padova

Riporto di seguito l'albo dei Tribuni della Goliardia padovana che sono riuscito a documentare. L'anno di riferimento è quello dell'anno accademico calcolato dalla fondazione del Bo nel 1222 (A Bove Condito). Il nome di riferimento, quando disponibile, è quello ufficiale di Tribuno. Il titolo per esteso è quello di "Venetarum Gentium Tribunus Isrianorum Dalamtarumque Dux" (Tribuno delle Genti Venete e Condottiero di quelle Istriane e Dalmate).

  • abc 778 (anno 2000): "Caudillo", al secolo Lorenzo Bianco.
  • abc 779 (anno 2001): "Profondo Rosso", al secolo Gian Andrea Cappuzzo.
  • abc 780 (anno 2002): "Profondo Rosso", al secolo Gian Andrea Cappuzzo.
  • abc 781 (anno 2003): "Alessandro III".
  • abc 782 (anno 2004): "Similaun", Maximus Giardae Ordo Padua, al secolo Mauro Brun.
  • abc 788 (anno 2010): Giovanni Cescon.
  • abc 789 (anno 2011): Nicolò Calore.
  • abc 790 (anno 2012): "Ioani Bovis I", al secolo Giovanni Onnis.
  • abc 791 (anno 2013): "Iulius Bovis II", Ordine della S.E.T.E., al secolo Giulio Gazziero.
  • abc 793 (anno 2015): "Augustinus Bovis V", Excelsus Patavinus Ordo Spicae, al secolo Enrico "Toki" D'Agostino.
  • abc 794 (anno 2016): "Aloisios Bovis VIII", Sacra Patavina Acadaemia del F.O.L.P.O., al secolo Alvise "Baffo" Paolucci.

 Se sei stato Tribuno, o sei in possesso di informazioni per integrare l'albo, scrivilo nei commenti di questo articolo, oppure contattami dalla pagina apposita.

 

Ingresso in Goliardia

Nel periodo dell'immatricolazione è possibile trovare banchetti informativi nei pressi delle aule studio (in particolare in Zona Fiera), dove è possibile ottenere informazioni sui vari Ordini attivi, oltre che naturalmente bere uno spritz in compagnia dei goliardi. In alternativa, è sempre possibile richiedere informazioni ai goliardi che "stazionano" al Bar da Mario Bovis, nel Palazzo del Bo.

L'ingresso in goliardia avviene attraverso una cerimonia detta "Investitura", alla presenza di una serie di Anziati, tra i quali viene nominato un Pontefice Massimo, eletto per acclamazione e alla presenza di un "Fagiolo", uno goliardo giovane appartenente alla stessa Facoltà della matricola. Il rito può variare a seconda dell'Ordine, ma è sempre celebrato alla luce di una candela sorretta dal Fagiolo, che con l'altra mano regge una scopa.

La matricola viene fatta inginocchiare di fronte al Pontefice, che provvede a tagliare una ciocca di capelli, a aimporre del sale in bocca, che poi viene chiusa con un tappo pronunciando la frase "accipe salis sapientiae". In seguito il capo della matricola viene asperso di vino pronunciando la formula "et vinum veritatis". Il vino dev'essere raccolto dalla matricola con la Feluca, che quindi viene imposta dal Pontefice in testa, pronunciando la formula d'investitura:

In nomine Bacci, Tabacci Venerisque semper bonae
nos Siderei Extracursus, Divinissimi Laureandissimi, Divini Laureandi,
Colendae Columnae, Faseoli Famelici et Flatulentissimi sed necessari
Te in magnam familiam goliardicam accipimus.

Fettuccine di seppia alla carbonara.
Fettuccine di seppia alla carbonara.
Fettuccine di seppia alla carbonara.

 

Le Feriae matricularum

La Festa delle matricole, o Feriae matricularum, è il principale appuntamento goliardico padovano e si celebra ogni 8 febbraio per ricordare gli studenti morti nei moti d'indipenzenza del 1848.

Nel corso della giornata si svolge l'elezione del nuovo Tribuno della Goliardia nel cortile antico del Palazzo del Bo, dove poi viene intonato il "Gaudeamus Igitur", e dove si svolge il tradizionale concerto della Polifonica Vitaliano Lenguazza.

Alla festa, che può estendersi nei giorni precendenti e in quelli successivi alla data della celebrazione, sono invitati anche goliardi provenienti da altre Università, invitati - e qualche volta ospitati - dai membri locali della Goliardia.

In questi giorni, il centro di Padova si riepie di goliardi vestiti con i tradizionali mantelli e le feluche, vengono svolti riti di iniziazione, scherzi e varie attività ludiche detti "Frizzi e Lazzi" e la tradizionale "Corsa dei mezzi strani", una gara svolta su carretti artigianali che gareggiano lungo il Liston, il corso pedonale di Padova.

Il sabato mattina più prossimo all'8 febbraio si celebra la "Liberatio": le matricole universitarie "liberano" gli studenti dei licei da cui provengono, interrompendo le lezioni e sloggiando rumorosamente studenti e docenti dalle classi. L'usanza deriva dai tempi in cui l'anno accademico iniziava in questo periodo e gli universitari portavano al Bo gli studenti delle superiori, per dar loro un'anticipazione della vita universitaria.

Le celebrazioni si concludono con una grande festa, detta ballo del Tribuno, aperto a tutti.

 

Polifonica Vitaliano Lenguazza

La Polifonica Vitaliano Lenguazza è un'orchestra musicale nata ufficialmente l'8 febbraio del 1959, per eseguire canzoni goliardiche durante la festa delle matricole.

La banda nacque un po' per caso, dall'idea di cinque goliardi, Carlo Barotti, Gigi Villani, Gian Paolo Campesan, Marcello Zancan e Giorgio Rupolo, a cui si era unito come maestro concertatore Dario Cicero, in seguito dirigente amministrativo nell'università di Padova e coordinatore delle segreterie studenti, mancato nel luglio di quest'anno, all'età di ottant'anni.

La formazione prese il nome da un vecchio musicista che abitava nel Ghetto di Padova e si presentava in maniera originale, con tutti i musicisti vestiti in tight e bombetta.

In seguito alla sua prima esibizione, l'orchestra ottenne grande successo, che la portò ad esibirsi in numerosi concerti al Teatro Verdi, a pubblicare un vinile e a comparire in televisione in un'edizione di Canzonissima. Tra i brani eseguiti figuravano celebri canzoni goliardiche come il "Gaudeamus Igitur", "La vispa Teresa", "Rosina dammela, "Bimbe belle facciamo all'amore" e "Il canto della mosca".

La Polifonica Vitaliano Lenguazza rimase attiva per circa dieci anni, dopo i quali concluse la sua attività. Nel 1998 la banda è però rinata come Associazione di promozione culturale e sociale, su impulso degli eredi della formazione originaria, che ancora si esibiscono ogni 8 febbraio nel cortile del Bo.

 

 

Il Bar del Bo e Mario Bovis

Principale punto di ritrovo della Goliardia padovana è il Bar dell'Università, gestito dal lontano 1957 da Mario Sensi, detto Mario Bovis, ora affiancato dalla figlia Stefania.

Si tratta di un piccolo bar che sorge all'interno del Palazzo del Bo, dove campeggiano varie feluche, stemmi degli ordini goliardici e bucrani, tantissime foto e una grande collezione con più di 700 papiri di laurea donati a Mario dagli studenti nel corso di ben sei decadi. Le pareti ospitano le decorazioni realizzate dal pittore e illustratore padovano Antonio Menegazzo (conosciuto anche come Amen), che raccontano la vita dello studente, dalla firma del papiro goliardico destinata alla matricola, fino al giorno della laurea.

Il bar è una vera e propria istituzione, centro del mondo goliardico e rifugio per studenti e professori dell'Università. Il bar ha avuto nel tempo molti ospiti celebri, Presidenti della Repubblica e del Consiglio, come Oscar Luigi Scalfaro, Rocco Buttiglione e Giovanni Spadolini.

Specialità del locale sono il Polifonico, un aperitivo dedicato alla Polifonica Vitaliano Lenguazza, di cui Mario è membro onorario, oltre che Principe della goliardia ad honorem e Senatore del Bo e il Morandini, un riferimento alla raccolta di leggi goliardiche conosciuto come Codice Morandini del 1946. In tutti e due i casi, le ricette sono segretissime.

 

Mario Bovis

Mario Bovis con il Tribuno Aloisios Bovis VIII

 

Gli scherzi celebri della Goliardia padovana

Una delle caratteristiche più conosciute della goliardia padovana sono gli scherzi giocati alla cittadinanza. Si tratta in genere di inziative di stampo ludico-sarcastico che non hanno implicazioni gravi e che vengono organizzati sopratutto nei giorni della festa delle matricole. I vari Ordini si sfidano a organizzare la beffa più riuscita, che in molti casi riesce ad avere risalto nella stampa locale.

Negli anni novanta ebba grande risalto uno scherzo organizzato ai danni della Profumeria Beghin, il giorno dell'Inaugurazione del punto vendita di Galleria Europa, a cui era stata invitata come madrina la top-model tedesca Claudia Schiffer. I goliardi arrivarono mezz'ora prima del previsto con un'auto blu, personale di security e una ragazza bionda che somigliava alla modella tedesca e diedero inzio al banchetto. All'arrivo della vera Claudia Schiffer l'inaugurazione era stata fatta e il banchetto consumato. Di seguito potete trovare invece i resoconti di alcuni scherzi organizzati in anni più recenti:

  • La nuova Toponomastica: Nel febbraio 2011 i goliardi hanno cambiato i nomi di più di 150 vie del centro cittadino, sostituiendoli con dei cartelli che riportavano denominazioni più originali: Piazza delle Erbe era diventata piazza delle Uait Socs, via San Canziano via Astinentia, via Dondi dell'Orologio via Dondi dalle Palle, piazza Capitaniato piazza S. Pigiama, piazza Duomo piazza del Bisteccone, via Squarcione via Pupe e Secchioni.
  • Il riempimento dei "senza": Nel febbraio 2012 i goliardi riempito i "senza" che caratterizzano Padova: Una porta di cartone è apparsa all'ingresso del Caffè Pedrocchi (il caffè senza porte), la colonna mancante di Palazzo della Ragione in piazza della Frutta è stata sostituita da una struttura di cartone, e in Piazza del Santo sono comparsi numerosi cartelli con scritto "Antonio", così da "identificare" il "santo senza nome".
  • Distribuzione dei velocipedi: Nel febbraio 2014 i goliardi hanno distribuito nelle cassette delle lettere di molti padovani un volantino (con il logo contraffatto del Comune di Padova) in cui un falso "responsabile del servizio" informava che l'8 febbraio a partire dalle 10, nel cortile di palazzo Moroni sarebbe stata effettuata una "redistribuzione dei velocipedi confiscati, essendoci un surplus nei depositi". Molti i padovani accorsi in Comune per la distribuzione.
  • Italia-Costa Rica: Nel giugno 2014, in occasione della partita di calcio dei mondiali brasiliani Italia-Costa Rica, i goliardi hanno distribuito in città dei falsi avvisi RAI che indicavano alla cittadinanza di risintonizzare il segnale digitale terrestre per poter vedere la partita. I volantini, a firma di un fantomatico responsabile del segnale dei ripetitori di zona, suggeriva di impostare il decoder secondo chiave segnale TERAp-a TAPioco. Seguirono telefonate furiose di protesta e smentita ufficiale della RAI.
  • La Gatta alcolica: Sempre nel giugno 2014, i goliardi sostituirono sostituirono la statua della "Gatta" di Via Sant'Andrea, che nel settembre precedente era stata abbattuta dalla manovra di un furgone, con la "Gatta alcolica", un gattone paffuto che stringe tra le zampe un fiasco di vino.
  • Targa a Moana Pozzi: In occasione di un incontro con il Sindaco Bitonci nel giugno 2014, i goliardi hanno sostituito una targa di marmo dedicata a Lina Merlin in Piazza dei Signori con una lapide dedicata a Moana Pozzi, che recitava "La città di Padova a ricordo di Moana Pozzi (1961-1994), politica che promosse per tutta la vita la dignità e l'avanzamento sociale delle donne e dei più deboli".
  • Le statue nude: Nel febbraio 2016 i goliardi hanno organizzato uno scherzo ispirato alla vicenda delle statue dei musei capitolini di Roma coperte per la visita del presidente iraniano Hassan Rouhani, ed hanno "preso provvedimenti contro la scandalosa ed irriverente esibizione di parti intime da parte delle statue patavine in centro", appendendo dei cartelli di censura sulle parti "nude" di una statua femminile nel Liston, su alcune statue in Prato della Valle e persino ai leoni del Caffè Pedrocchi.
  • I bagni di Venezia: Sempre nel 2016 i goliardi padovani hanno realizzato un flash mob per protestare contro il costo dei bagni di Venezia, allestendo alcuni finti bagni nelle piazze e nelle calli della città lagunare.

 

Il rito dell'Alzabara

Il rito dell'Alzabara è una delle incombenze "serie" demandata ai goliardi. Si tratta di una cerimonia funebre, svolta in caso di decesso di un Professore del Bo.

Il feretro viene portato nel cortile del Bo, dove il Rettore (il Preside o il collega più anziano di facoltà) tiene un discorso funebre in ricordo del morto. Al termine del ricordo, i goliardi rendono gli onori al Professore alzando per tre volte la bara e accompagnando il feretro fuori dalle mura del Palazzo del Bo, mentre la campana della torre suona a lutto.

A causa delle sempre più scarsa presenza di goliardi nell'università, negli ultimi anni il loro posto nella cerimonia è stato preso da colleghi, amici o semplici studenti.

 

Rito dell'alzabara

Il rito dell'Alzabara

 

I Papiri di Laurea

 

Lettura pubblica del Papiro

 

 

Gaudemus Igitur

L'inno ufficiale della goliardia è il "Gaudeamus Igitur", nome con cui è comunemente chiamato il "De brevitate vitae", testo latino opera di Christian Wilhelm Kindleben che lo pubblicò nel 1781 in "Studentenlieder". Kindleben utilizzò gli appunti manoscritti presenti in un quaderno datato tra il 1723 e il 1750, conservato oggi presso la Westdeutsche Bibliothek di Marburgo.

L'origine della melodia risale alla messa in scena dell'opera Doktor Faust di Ignaz Walter, eseguita nel 1797 a Brema, in cui degli studenti in una taverna cantano il "Gaudeamus igitur". L'inclusione del brano nella "Akademische Fest-Ouverture" per orchestra di Johannes Brahms, pubblicata nel 1881, contribuì in maniera importante alla sua diffusione.

 

Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus.
Post iucundam iuventutem
post molestam senectutem
nos habebit humus!

Ubi sunt qui ante nos in mundo fuere?
Vadite ad superos
transite ad inferos
ubi iam fuere

Vita nostra brevis est, brevi finietur,
venit mors velociter,
rapit nos atrociter,
nemini parcetur.

Vivat academia, vivant professores!
Vivat membrum quodlibet,
vivant membra quaelibet,
semper sint in flore.

Vivant omnes virgines faciles, formosae!
Vivant et mulieres
tenerae, amabiles,
bonae et laboriosae.

Vivat et respublica et qui illam regit!
Vivat nostra civitas,
maecenatum charitas,
quae nos hic protegit.

Pereat tristitia, pereant osores!
Pereat diabolus,
quivis antiburschius,
atque irrisores.

Fettuccine di seppia alla carbonara.
Fettuccine di seppia alla carbonara.
Fettuccine di seppia alla carbonara.

 

 

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