Cappella degli Scrovegni, un capolavoro universale

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La Cappella degli Scrovegni a Padova custodisce il più completo ciclo di affreschi realizzati da Giotto, in quello che è uno dei capolavori più importanti dell'arte figurativa di tutti i tempi.


Si può visitare Roma senza vedere il Colosseo, o Venezia senza vedere la Basilica di San Marco? Beh, si può, ma è un vero peccato, così come sarebbe un vero peccato venire a Padova senza visitare la Cappella degli Scrovegni, uno dei più grandi capolavori dell'arte di tutti i tempi.

Non tanto perchè tutti ti dicono che dovresti andarci e non solo per il suo valore artistico, storico e culturale. Sarebbe un peccato venire a Padova e non entrare in quel piccolo oratorio, perchè quei muri, così meravigliosamente affrescati da Giotto, tolgono letteralmente il fiato.

Non capita spesso di ritrovarsi immersi - questa è la sensazione che si prova all'interno della cappella - in un'opera d'arte così emozionante, ma questo è il motivo per cui, dopo più di settecento anni, milioni di persone continuano a venire ad ammirarla.

Questa sensazione è ben descritta da William Shakespeare, che scrisse:

 

"Per il grande desiderio che avevo di vedere la bella Padova, culla delle arti, sono arrivato. E a Padova sono venuto, come chi lascia uno stagno per tuffarsi nel mare, e a sazietà cerca di placare la sua sete."

William Shakespeare

 Cappella degli Scrovegni, Padova

Cappella degli Scrovegni: L'interno

 

Cappella degli Scrovegni: la storia

Siamo nel 1302, Giotto ha circa 35 anni, ed è già l'artista di riferimento del suo tempo, nel pieno della maturità artistica. E' un imprenditore accorto e - si dice - molto sensibile al fascino del denaro: gestisce una bottega con quaranta maestranze, ed è naturalmente molto richiesto.

Viene chiamato a Padova dai Frati Minori Conventuali, per la realizzazione di una serie di affreschi nella Basilica del Santo, da poco costruita e in fase di completamento. Qui decora la Sala del Capitolo e realizza probabilmente alcuni affreschi nella Cappella della Madonna Mora.

Al termine di questi lavori viene ingaggiato da Enrico Scrovegni - un ricco banchiere che pochi anni prima aveva acquistato il terreno dell'Arena Romana, dove aveva fatto costruire un sontuoso palazzo - per dipingere l'interno della sua cappella di famiglia.

Enrico è un uomo molto ricco, ma gode di una cattiva reputazione: è erede del patrimonio lasciatogli dal padre Reginaldo, che ha accumulato un'ingente fortuna con l'usura, crimine per cui Dante, nella Divina Commedia, lo colloca all'Inferno nel girone degli usurai, costretto a portare al collo una borsa carica di tutte le ricchezze acucmulate e a sopportare una pioggia incessante di fiammelle ardenti.

 

"E un che d’una scrofa azzurra e grossa
segnato avea lo suo sacchetto bianco,
mi disse: "Che fai tu in questa fossa
Or te ne va; e perché se’ vivo anco,
sappi che ‘l mio vicin Vitalïano
sederà qui dal mio sinistro fianco.
Con questi Fiorentin son padoano".

Dante Alighieri

Enrico fa costruire la Cappella con l'idea di redimere le colpe del padre, ma anche per farne un mausoleo di famiglia e la dedica alla Vergine Maria.

Per decorarla ingaggia quindi i migliori artisti disponibili sul mercato: Giovanni Pisano, che realizza tre splendide statue collocate sull'altare (La Madonna con Bambino tra due Angeli) e Giotto, che realizza un grande ciclo pittorico ispirato a un'opera di Jacopo da Varazze, la "Leggenda Aurea".

La Cappella diventa presto molto popolare, e moltissimi fedeli accorrono ad ammirare i capolavori di Giotto, spinti anche dall'Indulgenza offerta nel 1304 da Papa Benedetto XI a coloro che l'avessero visitata.

L'apertura pubblica suscita però le proteste dei vicini frati degli Eremitani, che ne temono la concorrenza, e che correranno ai ripari circa un secolo dopo, assegnando a un giovane Andrea Mantegna la decorazione della Cappella Ovetari nella vicina Chiesa degli Eremitani.

Dopo più di settecento anni la Cappella degli Scrovegni resta un patrimonio unico. Enrico Scrovegni, ricco e influente uomo d'affari, con il suo investimento ha dato lustro al nome della sua famiglia per secoli, legandolo a un capolavoro universale. Non è stato forse questo il suo più grande affare?

Quando, nel 1881, la Cappella viene acquistata dal Comune di Padova, sia l'edificio che gli affreschi sono gravemente danneggiati. Dopo lunghi e accurati restauri l'intero sito è ora finalmente tornato all'antico splendore.

 

Cappella degli Scrovegni, Padova

Cappella degli Scrovegni: L'interno

 

Cappella degli Scrovegni: architettura e ciclo pittorico

La Cappella degli Scrovegni presenta un'architettura semplice: si tratta di un'aula rettangolare con volta a botte, che termina con un abside poligonale che include l'altare e, in alto, la cella campanaria.

La struttura, originariamente addossata al Palazzo degli Scrovegni, è assimmetrica e presenta sei finestre alte e strette solo nella parete sud. La facciata è caratterizzata da mattoni a vista e presenta nella parte superiore un'elegante trifora gotica.

L'interno è un ambiente unico, interrotto a metà da due altari laterali, e termina con un presbiterio in cui si trova il sarcofago di Enrico Scrovegni. Sopra all'altare era presente un crocifisso dipinto a tempera da Giotto su una tavola di pioppo, oggi conservato nei Musei Civici Eremitani.

La Croce, realizzata nel 1304 è dipinta su entrambi i lati, e presenta una serie di raffinati motivi vegetali sul Ai lati del Cristo sono raffigurati Maria e San Giovanni Apostolo.

 

Cappella degli Scrovegni, Padova

Cappella degli Scrovegni: L'interno

 

Il ciclo pittorico principale narra la storia della salvezza dell'umanità attraverso 38 scene, distribuite su 3 file sovrapposte, leggibili come un libro, e sviluppate in tre temi principali:

  • Gli episodi della vita di Gioacchino e Anna,
  • Gli episodi della vita di Maria,
  • Gli episodi della vita e morte di Cristo.

Il primo tema affrontato è quello delle storie di Gioacchino e Anna, i genitori di Maria, e si trova in alto, sulla parete sud (a sinistra, guardando l'altare).

E' un tema molto raro ai tempi di Giotto, e rappresenta quasi un unicum: Gioacchino, ormai anziano e senza figli, viene cacciato dal tempio, perchè la sterilità all'epoca era considerata un vero e proprio disonore

Si allontana dalla sua casa e si rifugia in montagna, dove resta per cinque mesi, senza dare notizie di se. Una notte, Gioacchino ha in sogno la visione di un angelo, che lo esorta a tornare a Gerusalemme. Ritornato in città si ricongiunge con Anna, la sua sposa, in una scena toccante e commovente.

 

Cappella degli Scrovegni, Padova

Cappella degli Scrovegni: L'incontro di Anna e Gioacchino

 

Nel primo registro della parete nord Giotto racconta la vita di Maria: la sua nascita, la crescita e la reclusione nel tempio di Gerusalemme, dove vive come una monaca.

Le scene raccontano la storia del miracolo della fiortura delle verghe: solo chi vedrà fiorita la sua verga potrà prendere in moglie Maria. I candidati sono tutti giovani, tranne l'ultimo in fondo, Giuseppe, che però risulterà il vincitore.

 Cappella degli Scrovegni: La consegna delle verghe

Cappella degli Scrovegni: La consegn delle verghe

 

Sul terzo registro, il più importante, ci sono gli episodi della vita e morte di Cristo. Tra questi maritano particolare attenzione tre riquadri, che spiccano per intensità e realismo:

  • Il bacio di Giuda,
  • La Crocifissione,
  • Il Compianto sul Cristo morto.

 

Il bacio di Giuda

La scena è rappresentata all'aperto e mostra Giuda, vestito di giallo, nell'atto di baciare Gesù. Giuda si sporge in avanti per permettere ai soldati di individuare il Cristo.

La scena è molto drammatica, ricca di emozioni forti dati dall'incontro di sguardi tra Gesù e Giuda e dalla concitazione delle guardie.

 

Cappella degli Scrovegni: Il bacio di Giuda

Cappella degli Scrovegni: Il bacio di Giuda

 

La Crocifissione

Quella della crocifissione è una scena di stampo classico e presenta uno sfondo di un blu molto intenso. Al centro della scena si trova la croce con il corpo di Gesù, su cui accorrono gli angeli per raccogliere il sangue che gli cola dalle ferite.

La Maddalena bacia i piedi di Gesù. Maria, travolta dal dolore, viene sorretta da un gruppo di donne, mentre dall'altro lato i soldati si giocano le vesti di Gesù.

Alla base della Croce ci sono un teschio e delle ossa: sono quelli di Adamo, che emergono da una cavità ai piedi del Calvario, e che, bagnati dal sangue di Cristo, vengono redenti dal peccato originale.

 

 Cappella degli Scrovegni: La Crocifissione

Cappella degli Scrovegni: La Crocifissione

 

Il Compianto sul Cristo morto

Il drammatico Compianto sul Cristo morto svela l'intenso abbraccio della Madonna al figlio morto, alla deposizione dalla Croce. Maria abbraccia Gesù come se non volesse lasciarlo andare, la Maddalena ne sostiene i piedi, mentre Giovanni lancia un grido di dolore e gli angeli appaiono increduli e disperati in cielo.

La drammaticità della scena si contrappone all'uso dei colori chiari e luminosi con cui è realizzata, che lanciano un messaggio di speranza.

 

Cappella degli Scrovegni: Compianto sul Cristo Morto

Cappella degli Scrovegni: Compianto sul Cristo morto

 

Il ciclo pittorico prosegue anche nella parte inferiore delle pareti, con 14 figure allegoriche, la "Rappresentazione dei Vizi e delle Virtu". A dividere le varie figure è presente un finto marmo, novità assoluta per l'epoca, realizzato con una tecnica ispirata a quella dei pittori classici di Roma e non piu in uso da secoli.

La volta della cappella, dipinta con il celebre blu oltremare, simula il cielo stellato nel quale, all'interno di tondi dorati, sono raffigurati Cristo e la Madonna col Bambino tra gli evangelisti e i profeti.

 

Cappella degli Scrovegni: Il cielo stellato

Cappella degli Scrovegni: Il cielo stellato

 

Il Giudizio Universale

Nella controfacciata è dipinta un'unica grandiosa scena, quella del  Giudizio Universale: Cristo è posto al centro, circondato dagli Angeli e dagli Apostoli. In basso, due angeli sollevano la croce, mentre sulla sinistra Enrico Scrovegni offre alla Madonna un modellino della Cappella.

I cadaveri dei morti escono dalle tombe sulla destra, e vengono condotti su due ordini verso Cristo, che apre una mano in segno di misericordia da un lato e dall'altra la gira verso l'Inferno, dove i peccatori vengono fatti rotolare nelle fiamme, da cui fuoriesce il demonio e la sua corte di demoni.

Tra i beati si distingue un volto singolare, un personaggio con uno zuccotto giallo: è lo stesso Giotto, che si è autoritratto.

L'affresco rappresentava un monito per i fedeli, che erano per lo piu analfabeti e non comprendevano l'omelia in latino. La rappresentazione del giorno del giudizio non aveva invece bisogno di spiegazione: l'estremo dotteglio nel rappresentare le pene dedicate ai peccatori e la felicità dei giusti risultavano molto chiari.

Anche se solo alcune parti di questo affresco sono opera diretta di Giotto (tra queste in particolare il grande Cristi) il Giudizio Universale di Giotto è stato preso a modello da tutti gli artisti - tra cui anche Michelangelo - che in tempi successivi si sono cimentati nella raffigurazione di questo tema.

 

Cappella degli Scrovegni: Il Giudizio Universale

Cappella degli Scrovegni: Il Giudizio Universale

 

Cappella degli Scrovegni: il Corpo Tecnologico Attrezzato

Il Corpo Tecnologico è una struttura collegata alla Cappella degli Scrovegni e ne consente l'accesso attraverso l'antico passaggio che portava al Palazzo Scrovegni.

La struttura serve a mantenere inalterato il microclima interno della Cappella, preservandola dall'inquinamento attraverso un sistema a tre compartimenti e un sistema di ventilazione che consente di controllare i ricambi d'aria.

Per lo stesso motivo, ogni accesso è limitato a un numero massimo di 25 visitatori.

L'impianto interno di condizionamento inoltre mantiene stabili le condizioni di temperatura e umidità e dispone di speciali filtri per la rimozione degli agenti inquinanti.

 

Cappella degli Scrovegni

Cappella degli Scrovegni: Il C.T.A.

 

Cappella degli Scrovegni: riferimenti

La Cappella degli Scrovegni è aperta tutto l'anno dalle 9.00 alle 19.00, tranne che a Natale, Santo Stefano e Capodanno.

Le visite sono possibili solo su prenotazione, che può essere confermata online fino al giorno prima in caso di pagamento con carta di credito, oppure almeno tre giorni lavorativi prima in caso di pagamento con bonifico bancario. Non è possibile effettuare prenotazioni per il giorno stesso.

I biglietti devono essere ritirati presso la biglietteria dei vicini Musei Civici Eremitani almeno 45 minuti prima dell'orario di visita (alle 8.30 per gli ingressi delle ore 9.00).

Prima dell'ingresso è necessario sostare per 15 minuti nella camera di compensazione del Corpo Tecnologico Attrezzato, posto all'ingresso della Cappella per consentire per la stabilizzazione del microclima interno.

Le visite hanno normalmente una durata di 15 minuti. Dal 16 dicembre a fine febbraio, dal 16 al 30 Giugno, a luglio e a novembre la durata della visita sale a 20 minuti.

Sono ammesse alla visita un massimo di 25 persone per turno.

La temperatura interna del CAT e della Cappella è di 18 gradi: durante l'estate ti consiglio di portare qualcosa per coprirti (un maglioncino o una giacca).

 

Cappella degli Scrovegni, Padova

Cappella degli Scrovegni: Interno del C.T.A.

 

Il biglietto d'ingresso costa €13,00 (incluso €1,00 di diritto di prenotazione) e dal martedì alla domenica include anche la visita ai Musei Civici Eremitani e a Palazzo Zuckermann. I lunedì non festivi il biglietto d'ingresso è ridotto a €8,00, per la chiusura dei Musei.

Hanno inoltre diritto al biglietto ridotto i titolari delle tessere WWF, AIDO, AVIS, Amici dei Musei (non di Padova), Croce Rossa Italiana, Italia Nostra, e i dipendenti del Comune di Padova.

Un biglietto ridotto speciale è disponibile al prezzo di €6,00 per i ragazzi dai 6 ai 17 anni, per gli Over 65, per gli studenti muniti di tessera e libretto, e per i titolari di tessere ARCI, AICS, Carta Giovani, Cion Card, FAI, Legambiente, Carta più Fletrinelli, e per i possessori di biglietti del City Sightseeing.

L'ingresso è gratuito per i titolari di PadovaCard, PadovaMusei Carta Famiglia e PadovaMusei tutto l'anno, per le guide turistiche e per i bambini fino a 6 anni. In alcuni periodi vengono organizzate anche visite serali dalle 19.00 alle 22.00.

 

 

 

Scopri tutte le informazioni per visitare Padova nella sezione dedicata di questo sito! Anche se è stato un piacere, ho impiegato davvero un secolo a documentarmi e a scrivere questo articolo. Negli ultimi mesi, da quando ho deciso di rinnovare il sito, ho visitato la Cappella due volte, rimettendo mano ai miei appunti di continuo. Se l'articolo ti è piaciuto, che ne dici di consigliarlo con un +1? A te non costa nulla, per me è un'enorme soddifazione e un grande attestato di stima per questo sito!

Ricapitolando, organizzare una visita alla Cappella degli Scrovegni è complicato e noioso. Devi prenotare in anticipo, ritirare i biglietti in anticipo, aspettare un quarto d'ora nel CTA prima di entrare, per poi rimanere all'interno della Cappella per appena 15 minuti. Ne vale la pena? Beh, assolutamente sì! Nonostante tutto, se vieni a Padova, non perdere l'occasione di visitarla! In ogni caso, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti!

 

Cappella degli Scrovegni
Indirizzo: Piazza Eremitani 8, Padova
Telefono: +39 049 2010020
Web: www.cappelladegliscrovegni.it
Prenotazione: cappelladegliscrovegni.vivaticket.it

 

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