Piazza Insurrezione, l'archietettura Razionalista a Padova

Le Piazze di Padova
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Piazza Insurrezione è uno dei più significativi esempi di architettura razionalista, risultato di una grande operazione urbanistica sviluppata a Padova nel corso degli anni venti.

 

Piazza Insurrezione, in origine Piazza Spalato, è uno dei più significativi esempi di architettura razionalista, risultato di una grande operazione urbanistica sviluppata a Padova nel corso degli anni venti.

Si tratta di un grande spazio a pianta quadrata interamente lastricato in trachite, con ampi disegni geometrici in pietra bianca di Verona, contornata da edifici imponenti, che esibiscono la retorica monumentale tipica del regime fascista.

Il progetto urbanistico, aprovato nel 1922, porta la firma di Gino Peressutti, architetto tra i più celebrati dei primi decenni del novecento, che a Padova aveva già progettato il collegio Universitario Antonianum e altri edifici residenziali in stile liberty e che legherà il suo nome alla realizzazione del complesso di Cinecittà e del Museo della civiltà romana a Roma.

L'intento del progetto era quello di modernizzare il centro cittadino e di creare una direttrice che tagliasse la città da ovest a est e si collegasse, attraverso Piazza Garibaldi, con la grande arteria di Corso del Popolo fino alla Stazione ferroviaria. Il Piano portò all'esproprio e alla demolizione di gran parte dell'antico quartiere medievale di Santa Lucia: si trattava di edifici medievali e quattrocenteschi, per lo più pericolanti e in stato di degrado, però di grande rilevanza storica (tra questi le residenze di Pietro d’Abano, della famiglia Savonarola e di Andrea Mantenga).

Contestualmente, nella zona a sud della Chiesa di Santa Maria in Vanzo, al tempo era utilizzata come terreno agricolo, venne realizzato un nuovo quartiere residenziale chiamato Città Giardino, dove trasferire i 2000 abitanti che avevano subito l'esproprio delle case di Santa Lucia.

L'intervento - impensabile al giorno d'oggi - generò molte polemiche e fu al centro di un caso di interesse nazionale che coinvolse la Soprintendenza. La distruzione del quartiere tuttavia continuò nel dopoguerra con il tombinamento del Naviglio Interno tra il 1955 e il 1960, la soppressione di Riviera Beldomandi e la realizzazione di Largo Europa.

Il progetto richiese più di un decennio di lavoro: Piazza Spalato venne lastricata nel 1932; nello stesso anno venne completato nel lato ovest il Palazzo del Consiglio Provinciale dell'Economia, della Borsa e dell'INA (in seguito della Camera di Commercio), progettato nel 1930 dall'architetto Gino Miozzo. Tra il 1931 e il 1934, nel lato nord della piazza fu realizzato il Palazzo Olivieri-Frigo, commissionato dai proprietari dell'attigua fabbrica di birra Itala Pilsen, su progetto di Peressutti (in seguito Palazzo CO.GI). Nel 1937, sempre su progetto di Peressutti, venne inaugurato l'imponente Palazzo dell'INFPS - Istituto Nazionale Fascita di Previdenza Sociale - (in seguito Palazzo INPS), che occupa tutto il lato ovest della piazza.

Altri edifici furono completati nel dopoguerra, in particolare la Casa Torre, imponente edificio di 15 piani rivestito in mattoni, sede del Banco Nazionale del Lavoro, progettato dall'Ingegnere Ettore Munaron e ultimato nel 1948.

Il 28 aprile 1945 Piazza Spalato fu teatro dell'insurrezione armata che portò alla liberazione della città dai tedeschi (che occupavano Palazzo Olivieri-Frigo) e che costò 200 caduti. Nel dopoguerra, la denominazione ufficiale venne cambiata in Piazza Insurrezione 28 aprile (1945), per tutti solo Piazza Insurrezione.

Da circa vent'anni la piazza è utilizzata come un piccolo - e carissimo - parcheggio da 100 posti auto, che ne mortifica l'insieme monumentale. Nel 2015 l'amministrazione comunale aveva presentato un progetto per valorizzare l'area, naufragato però in seguito alla caduta del Sindaco e della Giunta.

 

Casa Torre

La Torre Casa della BNL

 

Palazzo INFPS (Palazzo INPS)

L'edificio più interessante della piazza, dal punto di vista storico e archietettonico, è il Palazzo INFPS, progettato da Gino Peressutti in stile razionalista, che occupa tutto il lato ovest. L'edificio è strutturato in 6 piani più un mezzanino (espressamente progettato come archivio), una soffitta e un vasto piano interrato ed è completamente rivestito di travertino.

La facciata presenta numerosi elementi decorativi: all'ingresso del portico i pilastri esterni sono sormontati da due aquile con le ali aperte, riferimento all'autorità; ai lati, due gradi figure in rilievo in marmo nero rimandano alla missione assistenziale della maternità e dell'eduzazione promosse dal regime. Le colonne interne al lato del portone sorreggono due vittorie alate, mentre i pilastri contengono vari riferimenti alla simbologia fascista (aquile appoggiati sull'acronimo SPQR). Il cornicione del quinto piano si conclude agli angoli con due figure alate, mentre il frontone del sesto piano sorregge una serie di teste d'aquila.

Le statue alate e le decorazioni furono realizzate dallo scultore padovano Paolo Boldrin che qualche anno dopo fu incaricato dal Magnifico Rettore Carlo Anti di realizzare una stele di Atena Vittoriosa per il Cortile Littorio (ora Cortile Nuovo) di Palazzo Bo.

Il portico è chiuso a sud da un mosaico policromo, disegnato da Peressutti e realizzato dalla famosa vetreria Salviati di Venezia, che rappresenta un compendio di stereotipi del regime.

Il Palazzo INPS è stato venduto nel 2010 alla società privata Champions Real Estate per 30 milioni di euro. Nel corso del 2017 gli uffici operativi dell'INPS si sono trasferiti in via Delù, nella vecchia sede Inpdap, liberando così l'immobile. Secondo un progetto presentato in Comune nel 2012, il palazzo potrebbe essere ristrutturato per ospitare una galleria commerciale di lusso, ma le vere intenzioni di Champions Real Estate non sono al momento note.

 

Palazzo Olivieri-Frigo (Palazzo CO.GI)

Palazzo Olivieri-Frigo fu commissionato a Gino Peressutti come investimento immobiliare dagli industriali Arrigo Olivieri e Giovanni Pietro Frigo, proprietari dell'attigua fabbrica di Birra Itala Pilsen, progettata dallo stesso Peressutti tra il 1921 e il 1922.

L'edificio è articolato su otto livelli, che avrebbero dovuto ospitare locali commerciali al pian terreno, uffici al primo piano e appartamenti nei piani superiori.

La facciata è caratterizzata da un ampio portico ad arcate, sovrastato da un grande cornicione su cui poggiano delle semicolonne che dividono la facciata in campate. Ogni campata è occupata da quattro ordini di finestre rettangolari con timpani di fogge differenti. L'attico è decorato da statue poste tra le ampie aperture ad arco.

Il Palazzo è comunemente conosciuto come Palazzo CO.GI, dal nome della società (Costruzioni Gestioni Immobiliari) che lo occupò nel dopoguerra.

 Palazzo Olivieri-Frigo

Palazzo CO.GI

 

Palazzo del Consiglio Provinciale dell'Economia, della Borsa e dell'INA (Camera di Commercio)

Il Palazzo del Consiglio Provinciale dell'Economia, della Borsa e dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA) fu progettato nel 1930 dall'architetto padovano Gino Miozzo e ultimato nel 1932. Occupa tutto il lato ovest della piazza.

L'edificio ha un volume imponente, impostato su un basamento in bugnato ad archi su pilastri, sovrastati da finestre quadrate sopra cui scorre una fascia che separa i livelli superiori, realizzati con superfici lisce in cui si aprono regolari finestre rettangolari.

A causa degli elevati costi di gestione e mantenimento (circa 4/5 milioni di euro l'anno), la Camera di Commercio ha recentemente deciso di mettere in vendita l'edificio, per dotarsi di una sede più moderna e sostenibile.

 

Palazzo Borsa

Palazzo Borsa

 

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